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Dattilografia e DSA: cosa dicono la legge e la ricerca

Redazione DieciDita · pubblicato il · 10 min · 16 fonti

Nell'anno scolastico 2022/23 il 6,0% degli studenti italiani aveva una certificazione di DSA e l'1,6% una disgrafia. La legge 170/2010 garantisce gli strumenti compensativi, comprese le tecnologie informatiche, e le Linee guida del Ministero indicano il computer per velocizzare la scrittura. Gli studi mostrano un vantaggio della tastiera soprattutto per chi ha difficoltà di grafia, minore per chi ha difficoltà ortografiche, e indicano come obiettivo scrivere a tastiera almeno veloci quanto a mano.

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In sintesi

  • Nell'a.s. 2022/23 gli alunni con certificazione di DSA erano 354.569, il 6,0%; 110.937 avevano una disgrafia (1,6%) e 130.645 una disortografia (1,9%)[1].
  • La legge garantisce gli strumenti compensativi, comprese le tecnologie informatiche; le Linee guida citano la videoscrittura e il computer «per velocizzare i tempi di scrittura»[2],[3].
  • Nessun documento ufficiale parla di dattilografia. La letteratura indica però come condizione del beneficio scrivere a tastiera almeno veloci quanto a mano, preferibilmente con il metodo a dieci dita[4].
  • La tastiera sembra aiutare soprattutto chi ha difficoltà di grafia; chi ha difficoltà ortografiche ne ricava meno.
  • Mancano studi su corsi a dieci dita per bambini con DSA: le evidenze sono poche, su campioni piccoli e in altre lingue.

Cosa sono i DSA e quanti studenti riguardano

La legge 170 del 2010 riconosce quattro disturbi specifici di apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Si manifestano «in presenza di capacità cognitive adeguate» e possono presentarsi separatamente o insieme. Per la scrittura la legge distingue due disturbi: la disgrafia, una «difficoltà nella realizzazione grafica», e la disortografia, una «difficoltà nei processi linguistici di transcodifica»[2]. Le Linee guida del Ministero precisano che la disgrafia riguarda la scrittura manuale ed è collegata al «momento motorio-esecutivo», la disortografia la correttezza del testo[3].

Secondo l'Ufficio di Statistica del Ministero, nell'anno scolastico 2022/23 avevano una certificazione di DSA 354.569 alunni, il 6,0% di chi frequentava dalla terza primaria alla secondaria di secondo grado (5,7% l'anno precedente). Per tipo di disturbo: dislessia 3%, disortografia 1,9%, discalculia 1,8%, disgrafia 1,6%; uno stesso alunno può averne più di uno[1].

Cosa prevedono le norme

La legge 170 garantisce agli studenti con DSA «l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche» (art. 5)[2]. Il decreto attuativo del 2011 aggiunge un punto che riguarda direttamente la tastiera: le scuole assicurano gli strumenti compensativi «curando particolarmente l'acquisizione, da parte dell'alunno e dello studente, con DSA delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi» (art. 4)[5].

Le Linee guida allegate al decreto nominano il computer in due passaggi:

  • tra gli strumenti compensativi più noti, «i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l'affaticamento della rilettura»;
  • per chi ha disgrafia o disortografia, l'uso «del computer (con correttore ortografico e sintesi vocale per la rilettura) per velocizzare i tempi di scrittura e ottenere testi più corretti».

Le stesse Linee guida avvertono che l'utilizzo degli strumenti compensativi «non è immediato» e chiedono ai docenti di sostenerlo[3]. Le parole «tastiera» e «dattilografia» non compaiono.

All'esame di Stato gli strumenti informatici sono ammessi se previsti dal piano didattico personalizzato e già usati nelle verifiche durante l'anno, oppure ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame; nel diploma del secondo ciclo non se ne fa menzione (D.Lgs. 62/2017, artt. 11 e 20)[6].

Deduzione della redazione: se il computer serve a «velocizzare i tempi di scrittura», saper usare la tastiera con fluidità fa parte delle «competenze per un efficiente utilizzo» che il decreto chiede di curare. Le norme però non lo dicono esplicitamente.

La tastiera aiuta davvero?

Una meta-analisi su 27 studi con studenti in difficoltà di scrittura o lettura, dalla prima elementare all'ultimo anno delle superiori, ha trovato effetti medi positivi della videoscrittura rispetto alla scrittura a mano: qualità dei testi (d = 0,52), lunghezza (d = 0,48), organizzazione (d = 0,66), correttezza formale (d = 0,61) e soprattutto motivazione a scrivere (d = 1,42)[7]. Gli studi riguardano la videoscrittura nel suo insieme, correttore compreso, e studenti «in difficoltà», non necessariamente con una diagnosi di DSA.

Uno studio statunitense ha confrontato studenti dalla quarta alla nona classe che scrivevano un racconto a mano e a tastiera, con un massimo di 10 minuti per testo[8]:

GruppoParole al minuto, a manoParole al minuto, a tastieraDifferenza
Disgrafia (19)12,114,9+23%
Sviluppo tipico (15)16,618,9+14%
Dislessia (20)12,012,5+4%

Chi aveva la dislessia ha fatto quasi lo stesso numero di errori ortografici con le due modalità (13,0% a mano, 11,7% a tastiera). Due dettagli contano: le differenze tra i gruppi nel vantaggio della tastiera non sono risultate statisticamente significative, e nessuno dei partecipanti usava il metodo a dieci dita: si poteva guardare la tastiera[8].

Lo stesso schema emerge in uno studio spagnolo su 352 bambini dalla prima alla terza elementare, selezionati da un campione di 1.333: scrivendo l'alfabeto a tastiera, chi aveva difficoltà di grafia non si distingueva dai coetanei, mentre chi aveva difficoltà ortografiche restava indietro[9]. La tastiera elimina il gesto grafico, non il problema ortografico: per quello le Linee guida indicano il correttore e la sintesi vocale[3].

Perché conta imparare a scrivere a tastiera

La tastiera non è veloce in sé. In uno studio su bambini di quarta con e senza disturbi di grafia e ortografia, entrambi i gruppi hanno impiegato più tempo a comporre frasi e testi a tastiera che a penna; in un campione più ampio, dalla seconda alla sesta classe, i testi scritti a penna erano più lunghi e prodotti più rapidamente[10].

Una rassegna della letteratura sulla tastiera per studenti con difficoltà di scrittura a mano, pur segnalando la scarsità di studi, arriva a indicazioni precise: scrivere a tastiera almeno veloci quanto a mano, imparare se possibile il metodo a dieci dita, ricevere un insegnamento adeguato; come stima, 25–30 ore complessive[4].

Il tempo serve davvero. In sei bambini con disturbo della coordinazione motoria, un programma di due settimane ha migliorato l'uso del computer, ma solo uno ha raggiunto a tastiera la velocità della scrittura a mano[11]. Gli unici dati su un corso a dieci dita con persone con DSA riguardano studenti universitari: dopo 14 lezioni la velocità era cresciuta poco, ma a tre mesi era significativamente più alta e la precisione sempre sopra il 95%[12]; a quel punto la tastiera superava la mano, in modo significativo solo nel gruppo con DSA[13].

Limiti delle evidenze

  • Nessuno degli studi trovati misura l'effetto di un corso a dieci dita su bambini o ragazzi con DSA; i dati sul metodo a dieci dita riguardano studenti universitari[12].
  • Gli studi che seguono persone con difficoltà di scrittura hanno campioni piccoli, da 6 a 44 partecipanti; fa eccezione lo studio spagnolo, che però misura solo la scrittura dell'alfabeto. Nessuno è in italiano.
  • Scrivere più fluidamente non garantisce testi migliori: in 101 ragazzi norvegesi la fluenza alla tastiera non ha inciso sulla qualità dei testi, salvo un effetto lieve sullo sviluppo del tema[14].
  • La linea guida nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei DSA non contiene raccomandazioni su tastiera o videoscrittura[15].
  • Mancano indicazioni condivise su se, quando e come introdurre la tastiera al posto della scrittura a mano: lo chiedono gli stessi terapisti occupazionali intervistati in uno studio del 2022[16].

In pratica

Indicazioni della redazione, ricavate dagli studi citati:

  • Obiettivo: scrivere a tastiera almeno veloci quanto a mano. Il test di velocità dà il valore di partenza; la velocità a mano si misura copiando un testo per un minuto.
  • Metodo a dieci dita, partendo dalla posizione delle dita: è l'indicazione della letteratura, anche se non ancora verificata su bambini con DSA.
  • Poco e spesso: lezioni brevi distribuite nei giorni. Il vantaggio può arrivare dopo settimane, non dopo pochi giorni.
  • Con la scuola: perché la tastiera sia usabile anche all'esame, va prevista nel piano didattico personalizzato e usata nelle verifiche durante l'anno.
  • Cosa non fa DieciDita: insegna a usare la tastiera, ma non è uno strumento compensativo. Non ha correttore ortografico né sintesi vocale, che per chi ha dislessia o disortografia restano gli strumenti indicati.

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Domande frequenti

La legge prevede un corso di dattilografia per chi ha un DSA?

No. La legge 170/2010 garantisce gli strumenti compensativi, comprese le tecnologie informatiche, e il decreto ministeriale 5669/2011 chiede alla scuola di curare le competenze per usarli in modo efficiente. Nessun documento ufficiale nomina la dattilografia o la tastiera: che saper scrivere a tastiera faccia parte di quelle competenze è una deduzione, non una prescrizione.

Chi ha un DSA può usare il computer all'esame di Stato?

Sì, alle condizioni del decreto legislativo 62/2017: gli strumenti compensativi devono essere previsti dal piano didattico personalizzato e già usati nelle verifiche durante l'anno, oppure ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame. Nel diploma dell'esame conclusivo del secondo ciclo non se ne fa menzione.

La tastiera aiuta anche chi ha la dislessia?

Meno che nella disgrafia. In uno studio su studenti dalla quarta alla nona classe, scrivendo a tastiera chi aveva disgrafia è passato da 12,1 a 14,9 parole al minuto, chi aveva dislessia da 12,0 a 12,5, con errori ortografici quasi invariati (13,0% a mano, 11,7% a tastiera). Le differenze tra i gruppi non erano statisticamente significative. Per l'ortografia gli strumenti indicati dalle Linee guida sono il correttore ortografico e la sintesi vocale.

Quanto tempo serve per scrivere a tastiera come a mano?

Non c'è un numero sperimentale. Una rassegna del 2005 indica, come stima, 25–30 ore complessive di insegnamento; in uno studio su bambini con disturbo della coordinazione motoria due settimane non sono bastate; in studenti universitari con DSA la tastiera ha superato la mano tre mesi dopo un corso di 14 lezioni.

Fonti

  1. [1]Ministero dell'Istruzione e del Merito, Ufficio di Statistica (2024). I principali dati relativi agli alunni con DSA. Anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023. MIM, settembre 2024. testo ufficiale
  2. [2]Legge 8 ottobre 2010, n. 170, «Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico». Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 244 del 18 ottobre 2010. testo ufficiale
  3. [3]Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (2011). Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento. Allegato al D.M. 12 luglio 2011, n. 5669. testo ufficiale
  4. [4]Freeman, A. R., Mackinnon, J. R. e Miller, L. T. (2005). Keyboarding for students with handwriting problems: a literature review. Physical & Occupational Therapy in Pediatrics, 25(1), 119–147. doi:10.1300/J006v25n01_08
  5. [5]Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669. Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. testo ufficiale
  6. [6]Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2017, Supplemento ordinario n. 23. testo ufficiale
  7. [7]Morphy, P. e Graham, S. (2012). Word processing programs and weaker writers/readers: a meta-analysis of research findings. Reading and Writing, 25(3), 641–678. doi:10.1007/s11145-010-9292-5
  8. [8]Beers, S. F., Mickail, T., Abbott, R. e Berninger, V. (2017). Effects of transcription ability and transcription mode on translation: Evidence from written compositions, language bursts and pauses when students in grades 4 to 9, with and without persisting dyslexia or dysgraphia, compose by pen or by keyboard. Journal of Writing Research, 9(1), 1–25. doi:10.17239/jowr-2017.09.01.01
  9. [9]Bisschop, E., Morales, C., Gil, V. e Jiménez-Suárez, E. (2017). Fluency and Accuracy in Alphabet Writing by Keyboarding: A Cross-Sectional Study in Spanish-Speaking Children With and Without Learning Disabilities. Journal of Learning Disabilities, 50(5), 534–542. doi:10.1177/0022219416633865
  10. [10]Berninger, V. W., Abbott, R. D., Augsburger, A. e Garcia, N. (2009). Comparison of Pen and Keyboard Transcription Modes in Children with and without Learning Disabilities. Learning Disability Quarterly, 32(3), 123–141. doi:10.2307/27740364
  11. [11]Klein, S., Erickson, L., James, K., Perrott, C., Williamson, H. e Zacharuk, L. (2008). Effectiveness of a Computer Skills Program to Improve Written Communication in Children with Developmental Coordination Disorder. Physical & Occupational Therapy in Pediatrics, 28(1), 5–23. doi:10.1300/J006v28n01_02
  12. [12]Weigelt Marom, H. e Weintraub, N. (2015). The effect of a touch-typing program on keyboarding skills of higher education students with and without learning disabilities. Research in Developmental Disabilities, 47, 208–217. doi:10.1016/j.ridd.2015.09.014
  13. [13]Weigelt-Marom, H. e Weintraub, N. (2018). Keyboarding versus handwriting speed of higher education students with and without learning disabilities: Does touch-typing assist in narrowing the gap?. Computers & Education, 117, 132–140. doi:10.1016/j.compedu.2017.10.008
  14. [14]Rønneberg, V., Torrance, M., Uppstad, P. H. e Johansson, C. (2022). The process-disruption hypothesis: how spelling and typing skill affects written composition process and product. Psychological Research, 86(7), 2239–2255. doi:10.1007/s00426-021-01625-z
  15. [15]Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida (2022). Linea guida sulla gestione dei disturbi specifici dell'apprendimento. Aggiornamento ed integrazioni. LG-389, pubblicata il 20 gennaio 2022. testo ufficiale
  16. [16]Nightingale, R., Sumner, E., Prunty, M. e Barnett, A. L. (2022). Handwriting and typing: Occupational therapy practice when supporting adolescents with handwriting difficulties. British Journal of Occupational Therapy, 85(11), 891–899. doi:10.1177/03080226221097314

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