Redazione DieciDita · pubblicato il · 8 minuti di lettura · 3 fonti

Scrivere senza distrazioni: gli strumenti, dal terminale al writerdeck

In un esperimento su 166 studenti, la sola notifica di una chiamata o di un messaggio sul proprio telefono bastava a peggiorare un compito di attenzione; in un altro, chi veniva interrotto finiva il lavoro prima ma con più stress e frustrazione. Gli strumenti per scrivere senza distrazioni vanno dalla modalità «non disturbare» agli editor essenziali, fino ai programmi da terminale come WordGrinder e ai writerdeck, computer costruiti solo per scrivere. Nessuno studio ha però misurato l'effetto dei singoli strumenti.

Il corso è gratuito, senza account, e parte da sei lettere.Prova il corso

In sintesi

  • Anche una notifica ignorata peggiora un compito che richiede attenzione[1].
  • Chi viene interrotto tende a lavorare più in fretta, ma con più stress e frustrazione[2].
  • Gli strumenti si dividono in quattro famiglie: impostazioni del sistema, editor essenziali, programmi da terminale, dispositivi dedicati.
  • Chi scrive senza guardare la tastiera tiene lo sguardo sul testo più a lungo[3].

Cosa costano le distrazioni

Nel 2015 Cary Stothart, Ainsley Mitchum e Courtney Yehnert hanno chiesto a 166 studenti universitari di svolgere un compito che misura la capacità di mantenere l'attenzione. Durante la prova, senza preavviso, i ricercatori chiamavano o mandavano un messaggio al telefono di una parte degli studenti. Chi riceveva la notifica sbagliava di più, anche senza guardare il telefono, e l'effetto era paragonabile a quello misurato in chi telefona o scrive messaggi mentre fa altro[1]. Gli autori lo attribuiscono ai pensieri che la notifica fa partire, anche quando non si risponde.

Il costo non è sempre un rallentamento. Gloria Mark, dell'Università della California a Irvine, con Daniela Gudith e Ulrich Klocke, ha fatto rispondere 48 studenti a una serie di email, interrompendoli ogni due minuti con telefonate o messaggi. Chi veniva interrotto finiva il compito in meno tempo, senza perdere qualità, ma riferiva più stress, più frustrazione, più fretta e più fatica[2]. Le interruzioni si compensano lavorando più veloci, e il prezzo lo paga chi lavora.

Primo passo: togliere le notifiche

Lo strumento più semplice è già nel computer e nel telefono: la modalità «non disturbare», che silenzia le notifiche per un certo tempo. A questa si aggiungono la scrittura a schermo intero, che nasconde barre e icone, e il telefono lasciato in un'altra stanza. Sono accorgimenti che non costano nulla e agiscono proprio sul tipo di disturbo misurato negli studi.

Editor che si fanno da parte

Gli editor essenziali tolgono dallo schermo tutto quello che non è testo. Un esempio libero e gratuito è FocusWriter, disponibile per Linux e Windows con licenza GPL: la sua interfaccia si nasconde e ricompare solo portando il mouse ai bordi dello schermo, e permette di fissare un obiettivo giornaliero di scrittura.

Il terminale: la scrittura ridotta all'osso

Tutti i sistemi operativi hanno un terminale, la finestra in cui si danno comandi scritti. Chi ci lavora ogni giorno lo conosce come un ambiente senza icone, senza finestre che si aprono da sole e senza notifiche. Anche per scrivere esistono programmi che girano lì dentro.

WordGrinder è un elaboratore di testi per il terminale scritto da David Given, con licenza MIT; la versione 0.9 è del gennaio 2025. Il suo autore lo descrive come un programma fatto per togliersi di mezzo e lasciarti scrivere: fa poche cose, ma le fa bene. Ha stili di base per paragrafi e caratteri, un menu che evita di dover ricordare combinazioni di tasti complicate, gestisce l'Unicode, quindi le lettere accentate, e importa ed esporta in HTML. Non richiede un'interfaccia grafica, anche se esistono versioni grafiche per Linux, Windows e macOS.

Chi usa già un editor per programmatori può adattarlo. Per Vim c'è Goyo, con licenza MIT, che il suo autore presenta proprio come «scrittura senza distrazioni in Vim». Per Emacs c'è Olivetti, con licenza GPL, che bilancia i margini della finestra e lascia il testo in una colonna centrale.

C'è poi un vantaggio pratico: i programmi da terminale chiedono poche risorse e girano anche su computer molto vecchi. È qui che la scrittura senza distrazioni incontra i maker.

Dispositivi dedicati e writerdeck

L'ultima famiglia sono i dispositivi che sanno fare solo una cosa. Tra quelli in commercio ci sono i Freewrite dell'azienda Astrohaus di Detroit: tastiera, schermo e-ink in alcuni modelli, nessun accesso libero a internet né app, solo la sincronizzazione dei documenti con servizi esterni.

L'alternativa fai da te si chiama writerdeck. La comunità che usa questo nome si ritrova soprattutto su r/writerDeck e lo usa per i dispositivi dedicati alla scrittura che eliminano le tentazioni di un computer normale. Una definizione formale non esiste. Nei progetti più diffusi il cuore è una scheda Raspberry Pi, spesso la Zero 2 W, con una versione ridotta del sistema operativo, una tastiera e un piccolo schermo; molti costruttori pubblicano disegni e istruzioni perché altri possano rifarli. Al posto di una scheda nuova si può anche recuperare un vecchio portatile o un vecchio Raspberry Pi: per un editor da terminale bastano.

Scrittura di routine e scrittura creativa

Non tutta la scrittura chiede lo stesso isolamento. La distinzione che segue è della redazione: gli studi citati non confrontano i due casi.

La scrittura di routine (email, rapporti, resoconti, verbali) vive in mezzo ad altre informazioni: un messaggio a cui rispondere, i dati di un foglio di calcolo, il documento della riunione precedente. Chiudersi in un dispositivo che sa solo scrivere qui è scomodo, perché il testo va costruito consultando e copiando. Servono di più la modalità «non disturbare» e blocchi di tempo dedicati, per esempio rispondere alle email due volte al giorno invece che a ogni avviso. È proprio il tipo di compito studiato da Mark e colleghi: chi rispondeva a email venendo interrotto finiva in tempo, ma con più stress[2].

La scrittura creativa (un racconto, un articolo, un diario, la prima stesura di qualunque testo lungo) chiede soprattutto continuità: seguire un pensiero senza perderlo. Qui gli strumenti più radicali, dal terminale al writerdeck, danno il meglio, perché separano la stesura dalla revisione: si scrive ora, si sistema dopo su un computer normale. WordGrinder, per esempio, esporta in HTML, così il testo passa senza fatica a un elaboratore tradizionale per l'impaginazione.

Molti testi stanno nel mezzo: una relazione di lavoro ha bisogno di dati, ma la sua parte ragionata si scrive meglio in isolamento. Una soluzione pratica è dividere il lavoro: raccogliere prima il materiale, poi scrivere la bozza senza distrazioni, infine tornare al computer per controlli e rifiniture.

Dove c'entra la dattilografia

Uno strumento può togliere le distrazioni dallo schermo, ma non quelle che vengono dalla tastiera. Chi cerca i tasti con lo sguardo stacca gli occhi dal testo a ogni parola. In uno studio su 30 persone, chi aveva imparato la dattilografia guardava la tastiera per il 20% del tempo, chi non l'aveva imparata per il 41%[3]. Scrivere senza guardare è, in questo senso, lo strumento senza distrazioni più economico: lo si porta da un computer all'altro, dal terminale al writerdeck. È una deduzione della redazione: lo studio misurava lo sguardo, non la concentrazione.

Limiti delle evidenze

  • Gli studi misurano il costo di notifiche e interruzioni, non l'effetto dei singoli programmi o dispositivi: nessuno ha dimostrato che un editor essenziale faccia scrivere meglio[1][2].
  • I due esperimenti sono fatti con studenti universitari in laboratorio, su compiti brevi: un compito di attenzione e la risposta a email, non la scrittura di un testo lungo[1][2].
  • Del lavoro di Stothart e colleghi abbiamo letto l'abstract; numero di partecipanti e procedura vengono dalla sintesi dell'Association for Psychological Science, perché il testo integrale non è liberamente accessibile[1].
  • Gli strumenti sono descritti dalla loro documentazione ufficiale, senza classifiche: la scelta dipende dalle abitudini di chi scrive.

In pratica

Per email e rapporti si può partire dalla modalità «non disturbare» e da un editor a schermo intero, senza installare nulla. Per le stesure lunghe, chi ha confidenza con il terminale può provare WordGrinder o il proprio editor con Goyo o Olivetti, e chi ama costruire può trasformare un vecchio computer in un writerdeck.

Racconta Massimo Sterlino, autore di DieciDita: «Grazie al mio lavoro ho un ottimo rapporto con il terminale. WordGrinder è stata una scoperta casuale, fatta cercando un programma che mi permettesse di scrivere in maniera essenziale, genuina, per far fluire meglio i pensieri dalla mente al disco del computer. Da maker tendo al riciclo: mi sembra un'ottima idea usare hardware vecchissimo per creare strumenti di scrittura essenziali e potenti». Il suo writerdeck, su un vecchio Raspberry Pi, è il prossimo progetto: lo racconteremo quando sarà pronto.

Qualunque strumento si scelga, rende di più se non si guarda la tastiera. Per imparare, parti dalla posizione delle dita e poi passa all'allenamento.

Domande frequenti

Cosa vuol dire scrivere senza distrazioni?

Scrivere in un ambiente in cui sullo schermo c'è solo il testo: niente notifiche, niente schede del browser, niente menu che richiamano l'attenzione. Si ottiene con le impostazioni del sistema, con programmi che nascondono l'interfaccia o con dispositivi che sanno fare solo quello.

Le notifiche disturbano anche se non rispondo?

Secondo uno studio su 166 studenti pubblicato nel 2015, sì: chi riceveva una chiamata o un messaggio sul proprio telefono durante un compito di attenzione sbagliava di più di chi non riceveva nulla, anche senza toccare il telefono. L'effetto era paragonabile a quello di chi telefonava o scriveva messaggi.

Serve uno strumento senza distrazioni anche per email e rapporti?

Di solito basta meno. La scrittura di routine richiede di consultare messaggi, dati e documenti, e un dispositivo che sa solo scrivere diventa scomodo: aiutano di più la modalità «non disturbare» e blocchi di tempo dedicati. Gli strumenti più radicali, come i programmi da terminale o i writerdeck, rendono di più nella scrittura creativa e nelle prime stesure dei testi lunghi.

Cos'è WordGrinder?

È un elaboratore di testi che funziona nel terminale, scritto da David Given e distribuito con licenza MIT. Ha stili di base per paragrafi e caratteri, un menu che evita di ricordare combinazioni di tasti e l'esportazione in HTML e altri formati. La versione 0.9 è del gennaio 2025.

Cos'è un writerdeck?

È un dispositivo costruito solo per scrivere, spesso da chi lo usa: di solito una scheda Raspberry Pi, una tastiera e un piccolo schermo, con un sistema ridotto all'essenziale. Il nome viene dalla comunità di appassionati che condivide i progetti online; non esiste una definizione formale.

Fonti

  1. Stothart, C., Mitchum, A. e Yehnert, C. (2015). The attentional cost of receiving a cell phone notification. Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, 41(4), 893–897. doi:10.1037/xhp0000100 · pagina degli autori
  2. Mark, G., Gudith, D. e Klocke, U. (2008). The cost of interrupted work: more speed and stress. Proceedings of the SIGCHI Conference on Human Factors in Computing Systems (CHI '08), 107–110. doi:10.1145/1357054.1357072 · pagina degli autori
  3. Feit, A. M., Weir, D. e Oulasvirta, A. (2016). How We Type: Movement Strategies and Performance in Everyday Typing. Proceedings of the 2016 CHI Conference on Human Factors in Computing Systems, 4262–4273. doi:10.1145/2858036.2858233 · pagina degli autori

Ogni dato è stato verificato sul testo originale della fonte, salvo dove indicato «dati letti su». Segnalazioni di errori: vedi la pagina del progetto.

Altri articoli