DieciDita
Velocità–ppm
Errori–%

Il metodo di DieciDita e le sue fonti

Redazione DieciDita · pubblicato il · 8 min · 6 fonti

DieciDita insegna la dattilografia a dieci dita partendo dalla posizione delle mani sulla riga centrale. Le lettere arrivano poche alla volta, alternando le due mani e in ordine di frequenza nell'italiano; ogni lezione insiste sul tasto meno consolidato, e una lettera nuova si aggiunge quando tutte le precedenti raggiungono il 95% di precisione e la velocità obiettivo. Le scelte si ispirano a studi sul movimento delle dita, sulla pratica deliberata e sulla distribuzione della pratica nel tempo; soglie e livelli sono scelte della redazione.

I principi in breve

PrincipioCome lo applichiamo
Un dito per ogni tastoPosizione verificata, colori per dito, tastiera e mani a schermo[1]
Poche lettere, le più frequenti6 lettere iniziali, poi una alla volta[2]
Le due mani a turnoDifferenza massima di un tasto tra le mani[3]
Pratica mirataMetà delle parole contiene il tasto più debole[4]
Prima le parole, poi le frasiFrasi solo dopo 26 tasti; tasti nuovi allenati prima con parole[4]
Precisione prima della velocitàL'errore ferma il cursore; soglia del 95%[5]
Poco ma spessoLezioni brevi, da ripetere in giorni diversi[6]

1. Un dito per ogni tasto, senza guardare

Uno studio con motion capture su 30 persone ha individuato tre caratteristiche di chi scrive velocemente: ogni lettera premuta sempre dallo stesso dito, il dito successivo che si prepara mentre il precedente preme, mani che si spostano poco. Chi usava il metodo a dieci dita guardava la tastiera per il 20% del tempo, gli autodidatti per il 41%[1].

Per questo il corso parte dalla posizione delle dita: otto dita sulla riga centrale, i pollici sulla barra spaziatrice, e una verifica in cui si preme un tasto con ciascun dito. Durante gli esercizi la tastiera a schermo colora ogni tasto con il dito che lo deve premere e le mani stilizzate indicano il dito da usare, così lo sguardo può restare sul testo.

2. Poche lettere alla volta, le più frequenti

Si inizia con 6 lettere e se ne aggiunge una alla volta. Dentro ciascuna mano l'ordine segue la frequenza delle lettere nell'italiano scritto[2], così le parole reali disponibili crescono il più presto possibile. Abbiamo corretto due valori con le frequenze misurate sui testi del corso: la H, che la tabella di riferimento colloca allo 0,136% mentre nei nostri testi vale lo 0,73%, e la È, anticipata rispetto alla À perché nei testi del corso è più frequente.

Ordine per mano:

  • Sinistra: E A R T S C D V G Z F B Q W X
  • Destra: I O N L P U M H È À ' , . Ù Ì Ò É K J Y

3. Le due mani imparano a turno

Le lettere nuove arrivano alternando la mano sinistra e la mano destra: fino al trentesimo tasto la differenza tra le due mani è al massimo di uno. In italiano le lettere frequenti della mano sinistra sono più numerose, e un ordine basato solo sulla frequenza porterebbe la sinistra in vantaggio fino a cinque tasti.

Lo studio su 136 milioni di battute ha osservato che le coppie di lettere battute con mani o dita diverse sono le più indicative della velocità di chi scrive[3]. L'alternanza è una scelta della redazione: fa lavorare entrambe le mani fin dalla prima lezione e rende disponibili presto parole che passano da una mano all'altra.

4. Esercizi mirati sul tasto più debole

La ricerca sulla prestazione esperta descrive la pratica deliberata come un'attività impegnativa progettata per migliorare, e collega le differenze di prestazione alla quantità di questa pratica[4]. Nel corso la applichiamo così: per ogni tasto il programma misura precisione e velocità recenti, individua il tasto meno consolidato e costruisce la lezione in modo che almeno metà delle parole lo contenga.

5. Prima le parole, poi le frasi

Finché non sono sbloccati 26 tasti (tutte le lettere comuni, È, À, apostrofo, virgola e punto) gli esercizi sono fatti di parole. Abbiamo misurato il generatore del corso: tra 12 e 22 tasti sbloccati, nelle lezioni di parole la lettera da allenare compare da 1,6 a 2,9 volte più spesso che nelle frasi brevi, perché metà delle parole la contiene, mentre le frasi vere che usano solo le lettere già note sono poche. È un'applicazione diretta della pratica mirata sul punto debole[4].

Con 26 tasti è scrivibile quasi tutto il corpus di frasi del corso, e si passa alle frasi. I tasti rimanenti sono rari nell'italiano scritto[2]: quando uno di loro arriva, le prime lezioni tornano a parole finché il tasto non ha 20 battute. La scelta di attendere questi tasti per le frasi è della redazione: nessuno studio verificato confronta direttamente parole e frasi nell'apprendimento della dattilografia.

6. Precisione prima della velocità

Se si preme il tasto sbagliato il cursore resta fermo finché non si preme quello giusto. Una lettera nuova arriva solo quando tutte quelle attive hanno almeno 20 battute, il 95% di precisione recente e la velocità obiettivo.

Il programma di dattilografia studiato da Weigelt Marom e Weintraub aveva lo stesso obiettivo, aumentare la velocità mantenendo la precisione: i partecipanti sono rimasti sopra il 95% di precisione, con un rallentamento durante il corso e un miglioramento significativo tre mesi dopo[5]. La soglia del 95% è una scelta della redazione, in linea con quel valore.

7. Poco ma spesso

In due esperimenti sull'apprendimento motorio, tra cui un compito di pressione di tasti a tempo, chi ha distribuito le sessioni su giorni diversi ha ottenuto una prestazione migliore nelle sessioni successive e un apprendimento migliore al test di ritenzione, rispetto a chi ha concentrato le sessioni nello stesso giorno[6]. Le lezioni di DieciDita durano meno di un minuto ciascuna e i progressi restano salvati, così la pratica si può distribuire nei giorni.

8. Come misuriamo

  • Velocità in parole al minuto: caratteri diviso 5, diviso i minuti. È la stessa convenzione usata negli studi sulla digitazione[3].
  • Errori: battute sbagliate sul totale delle battute.
  • Padronanza di un tasto: il valore più basso tra precisione recente rispetto al 95% e velocità rispetto all'obiettivo, ridotto finché il tasto non ha 20 battute. Le battute recenti pesano di più.

9. I livelli

Soglie scelte dalla redazione per passare al livello successivo, su tre lezioni consecutive:

  • Parole → Frasi brevi: almeno 26 tasti sbloccati, 15 parole al minuto, 94% di precisione.
  • Frasi brevi → Frasi lunghe: 25 parole al minuto, 95% di precisione.
  • Due lezioni consecutive sotto l'85% di precisione riportano al livello precedente.

Limiti

  • Il metodo nel suo insieme non è stato valutato in uno studio controllato: le fonti sostengono i singoli principi, non la loro combinazione.
  • Soglie, livelli e ordine delle lettere sono scelte della redazione e potranno cambiare.
  • Gli studi sulla pratica deliberata e sulla distribuzione della pratica non riguardano specificamente la dattilografia.
  • Le frequenze delle lettere provengono da una tabella che cita il libro di riferimento; il libro non è stato consultato direttamente.

Per approfondire le evidenze sulla scrittura a dieci dita: Scrivere con dieci dita: cosa dice la ricerca.

Domande frequenti

In che ordine si imparano le lettere su DieciDita?

Si parte da 6 lettere, tre per mano (E I A O R N). Le altre arrivano alternando mano sinistra e mano destra; dentro ogni mano seguono la frequenza nell'italiano scritto. Accenti, apostrofo e punteggiatura arrivano dopo le lettere più comuni della mano destra.

Quando si sblocca una nuova lettera?

Quando ogni lettera attiva ha almeno 20 battute, una precisione recente di almeno il 95% e una velocità pari all'obiettivo scelto (25 parole al minuto se non modificato).

Perché un errore ferma il cursore?

Per costruire il movimento corretto prima della velocità: il tasto giusto va sempre premuto con il dito giusto. L'errore resta conteggiato e la lettera riceve più pratica nelle lezioni successive.

Fonti

  1. [1]Feit, A. M., Weir, D. e Oulasvirta, A. (2016). How We Type: Movement Strategies and Performance in Everyday Typing. Proceedings of the 2016 CHI Conference on Human Factors in Computing Systems, 4262–4273. doi:10.1145/2858036.2858233 · pagina degli autori
  2. [2]Singh, S. e Galli, S. (1999). Codici e segreti. Rizzoli, Milano. ISBN 978-88-17-86213-4 · dati letti su questa tabella
  3. [3]Dhakal, V., Feit, A. M., Kristensson, P. O. e Oulasvirta, A. (2018). Observations on Typing from 136 Million Keystrokes. Proceedings of the 2018 CHI Conference on Human Factors in Computing Systems, 1–12. doi:10.1145/3173574.3174220 · pagina degli autori
  4. [4]Ericsson, K. A., Krampe, R. T. e Tesch-Römer, C. (1993). The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance. Psychological Review, 100(3), 363–406. doi:10.1037/0033-295X.100.3.363
  5. [5]Weigelt Marom, H. e Weintraub, N. (2015). The effect of a touch-typing program on keyboarding skills of higher education students with and without learning disabilities. Research in Developmental Disabilities, 47, 208–217. doi:10.1016/j.ridd.2015.09.014
  6. [6]Shea, C. H., Lai, Q., Black, C. e Park, J.-H. (2000). Spacing practice sessions across days benefits the learning of motor skills. Human Movement Science, 19(5), 737–760. doi:10.1016/S0167-9457(00)00021-X

Ogni dato è stato verificato sul testo originale della fonte, salvo dove indicato «dati letti su». Segnalazioni di errori: vedi la pagina del progetto.